milanoscala

#milanoscala opera d’ingegno

 

Altro che milano da bere, sul #roofgarden dell’ #hotelmilanoscala si coltivano pompdori, basilico, melanzane, fragole e ogni altro buon ingrediente di una tavola sana. Faccio per un secondo l’ortolano esperto e Sara, informissima “beachvoller” del circuito nazionale e referente dell’hotel mi mostra i prodotti dell’#orto che sono inseriti nel menù del ristorante. Il menù, peraltro è diviso per gruppo sanguigno con i consigli sulla migliore sequenza di cibi da ingerire per salvaguardare la propria digestione, un monito a chi considera il mangiare come una gara alimentare e non come la gestione di un equilibrio.  

 

Sono qui per incontrare il direttore, quello che in un post ho definito ironicamente “un ragazzetto”. Bhe dopotutto lo chiamano ancora “Faroldino” (al secolo Maurizio Faroldi) e in questo diminutivo ci leggo tutto l’apprezzamento e l’affetto per un uomo elegante, serenamente e seriamente entusiasta del suo lavoro e del vortice creativo che movimenta nella sua struttura, amante della bellezza e colto, ironico e con quella capacità di essere carismatico e umile che è una prerogativa delle persone di grande valore. Il Faroldi, come direbbero qui a Milano, mi racconta il progetto di storytelling che stanno realizzando attraverso una sit-com a mini puntate in hotel e che racconterà la storia del milanoscala. Perché questo luogo e il suo signore sono degni di nota? Per tanti motivi, per l’atmosfera, per un’idea non definita di hotel moderno, storico, casalingo, internazionale, sospeso ed elegante, insomma uno di quei posti dove vorresti permetterti di poter soggiornare tutti i giorni. E anche perché un personaggio tosto come Renato Andreoletti direttore di hotel domani ha citato in un articolo questo hotel come esempio di “intelligenza al potere”. Quando le persone sanno fare il loro mestiere bisogna solo fermarsi a imparare.