isola d’elba

Su e giù per l’#Elba

Sufficientemente grande per arrivare in traghetto con l’auto e sufficientemente piccola per godere del fascino dell’isoletta piccolo ponte emerso tra i dito della Corsica e le sponde della Toscana. Per me che non vivo molto lontano da questi posti, l’Elba è stata sempre un luogo nominato, cercato, tante volte programmato nelle escursioni e nelle vacanze che ahimè: erano sempre troppo brevi per infilarci uno spostamento come questo oppure troppo lunghe per giustificare una visita all’Isola. Ebbene, c’è voluta una rassegna sportiva, per l’esattezza una gara di cinofilia per portarmi a visitare questa meraviglia dell’arcipelago toscano. Montuosa, come per la verità non ti aspetti, ma come è giusto che sia per il residuo della terra emersa che qualche milione di anni fa univa la penisola alla Corsica, ma soprattutto verde, verdissima come solo le colline della Toscana sanno essere.

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Una vegetazione fitta e impenetrabile dove ogni varietà di pianta della macchia mediterranea trova il giusto posto tra terra rocciosa e dura di quelle parti. Leccio, Cerro, Biancospino, Ornello, Ontano, Ginepro, per dirla con le didascalie enciclopediche, Mucchio e Prunini per dirla con Pier Orzati detto il Pisciotta che ci ha accompagnati in questa piccola e affascinante avventura. Pier non è solo un personaggio del luogo è un vero patrimonio.

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Lui e il suo compare di merende, il “brigante” Bellini (per dirla simpaticamente alla toscana), negli anni 70-80 erano dediti al traffico di animali proibiti. Si, detta così sembrano due membri di un’organizzazione criminale internazionale. In verità i due amici, mossi dalla sfrenata passione per la caccia, organizzavano l’arrivo di cinghiali dalla Toscana per ripopolare una specie autoctona estinta molti decenni prima. Oggi il duo Orzati – Bellini racconta volentieri come con astuzie e rischi cercavano di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine all’arrivo del traghetto.

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Racconti che oggi sono memoria del luogo, un’estensione montuosa a misura d’avventura. I sentieri salgono sui monti direttamente dalla costa e scendono dall’altra parte come fossero il sistema nervoso dell’Isola. Fauna ricca e varia, alle specie di volatili migratori e stanziali si uniscono Mufloni, Lepri, Cinghiali e gruppi isolati di capre da cortile ormai inselvatichite e in continuo spostamento. Un mare incredibile, degno della migliore Sardegna, e non lo so solo io visto che in Estate questo luogo è una meta frequentata e molto ambita. Fateci un salto, oltre alle sistemazioni tradizionali o più lussuose, 10 minuti da Portoferraio c’è il Camping Le Calanchiole dove ho soggiornato godendo di un tramonto pazzesco.

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