burjkhalifa

#Dubai senza limiti

Non hai percezione della dimensione di un gigante fin quando non lo vedi da lontano. Per avere solo l’idea di quello che è #dubai ma sopratutto di quello che sta per diventare devi arrampicarti fino al 148mo piano della #burjkhalifa, unico vero punto d’osservazione sul mondo che era e quello che verrà.   
 
Non sono un pugno di imponenti grattacieli a spaventare, ma l’immensità e il numero dei cantieri attivi o in procinto di partire. Non è la misura dei capitali disponibili ma l’ambizione e la pianificazione alla base di questa strategia senza limiti. Non c’è solo prosopopea economica, non c’è sperpero, ma una cinica e meditata apologia del progresso e dell’economia mondiale. #Dubai è un attrattore di business e di community legate al lusso e agli affari, la cui energia è fornita dalla finanza ma la cui ambizione è sostenuta dalla ragione e dal galoppo delle idee.  

   
Da oltre 800 metri non vedi che un mondo in divenire, senza limiti e senza prescrizioni. Tutto sotto l’egida dell’Emaar, la società di costruzioni il cui Brand firma ogni piccolo movimento di sabbia su questo suolo. Qui si concentra e si concentrerà il business del nuovo mondo, quello che nella triangolazione Oriente Medio-Oriente e Americhe cerca la sua nuova capitale per gestire il vecchio mondo e la nuova Africa. Capitolo finale e vecchie capitali a riposo. Alla vigilia del più grande #expo della storia, quello veramente impressionante del #2020, la prima percezione che hai è che tra 10 anni lavoreremo tutti qui. Quando scrissi l’articolo sul #BurjAlArab, la Burj Khalifa non esisteva e almeno due terzi delle costruzioni attuali erano solo progetti in cerca di finanziatori, la #Jumeirahpalm era un’utopia creativa che mi chiedevo se avrei mai visto realizzata. Oggi sono già pezzi di storia, realtà consolidate che stanno già facendo posto a progetti ancora più grandi.