ESCORT I LOVE YOU

Uno schianto, una bomba, l’icona del “pezzo di ….”. Quei tatuaggi a bordo gomito che incidono il braccio appena rifinito dal dal sole, capelli corvini lisci alla spalla e frangia da schiava che fa in ogni tempo sesso, labbra rosse e pungenti giusto per capire che di griffato c’è soprattutto il make-up, bocca appena dischiusa in accenni e sillabe emesse con garbato stento, le amiche/colleghe che raccolgono l’input da pipistrello con un output di rimbalzo come fossero pareti accidentali di una montagna. Solo intenzioni e piccoli gesti per non dover rincorrere la propria immagine che visto mai scappi al controllo e smartphone a gogo come parte integrante del tavolo al terzo anello del Lio di Ibizia e giù selfie come piovessero per non perdere un attimo di se stesse in un luogo top che nella foto tutto faccione non ci sta nemmeno. Fumo libero nell’open space più famoso del mondo, a un dito dal ponte dello yacht più grosso, con brezza marina che pulisce l’aria dal tango delle fragranze, tanto non ci sono problemi di salute: la quinta abbondante scelta a catalogo è il segno di inconfondibile di una procace sanità certificata e garantita 10 anni, e quando arriva il perfomer ritrattista che ti chiede di farti uno schizzo del muso hai un attimo di incertezza, perché il tuo profilo est europeo non ti concede il lusso di interpretare uno spagnolo accennato nel caos della musica, poi chiedi conforto all’amico/sostenitore/finanziatore che siede paciosamente e senza cura per il proprio look al tuo fianco. Scarico di pretese modaiole ma carico di altri beni e intenti lui ti svela l’arcano e allora sì che si schiude smodato il senso del divertimento prezzolato, il piacere di una notte immensa e solo per te, con un colpo di frusta da pura celebrità non ortodossa stridi come una cavalla e di quel l’animale riveli quella bellissima dentatura piccola e per giunta sporgente, ritrai il naso arricciandolo con una smorfia poco affine alla cura con cui maneggi il tubino griffato e le pieghe delle narici si distribuiscono uniformemente sul volto che passa dai venti ai 40 poi ai 60 e ancora ai 20 anni in meno di una risata, e ti fai addietro rivelando una splendida giogaia che truce si ammontina quasi a rubarti il mento scoprendone altri 2 e 3 che tenevi nascosti nella postura protesa alla mangiatoia e i capelli non hanno più posa e volano come posati poco prima su una zucca vuota per piena. Non resta che impalarsi e immolarsi davanti al performer turlupinatore che dà gioia, lui si, per lavoro e ha in mano una matita mica un telefono e ti fa una caricatura mica uno shooting, e la posa assunta dura si e no 10 secondi poi molli e trasali con gli occhi che cercano rifugio tra l’indifferenza di tutti, e nella preoccupazione ti chiedi “ma che fa questo pazzerello?” E giù ridi copiosamente perdendo il copione e perdendo la sfida della recitazione a braccio, sdrammatizzando un inciucio che potrebbe farti saltare 2/300 mila follower su Instagram in attimo…coi nervi che irrigidiscono la vena sulla tempia tremi di nervosa simptia e guardi le altre influencer instaSgrammaticali che recitano tutto il rosario dei tag #epicfail #idiotgirl #etc mentre la custodia dello smartphone formato over size le illumina entrambe, loro immense sotto le luci d’emergenza aggiuntive, (cavolo hai sbagliato il lato del divanetto te ne sei accorta?), un fascio di bellezza di soccorso irradia le due competitors e le mostra al top in ambienti bui dove nemmeno il pixel dell’iPhone non può arrivare e dove il post è salvo grazie ai 6 led laterali. Loro non ti assecondano e se venisse fuori un’immagine di te poco conforme saresti il nuovo zimbello del web, altro che influencer, non ti basterà postare la colazione/branch bio-arredata domattina alle 12 quando nel resto del mondo metà delle speranze di giornata se ne sono ormai andate. Cara mia o impari in un post l’arte dell’ironia o perdi il lavoro, i viaggi da urlo e il tuo finanziatore. Bhe magari il lavoro no 😉 #LioIbiza top restaurant theatre at the moment #EscortILoveYou mi fanculizzo da solo perché mi è pure piaciuto.

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