Monthly Archives: luglio 2015

#milanoscala opera d’ingegno

 

Altro che milano da bere, sul #roofgarden dell’ #hotelmilanoscala si coltivano pompdori, basilico, melanzane, fragole e ogni altro buon ingrediente di una tavola sana. Faccio per un secondo l’ortolano esperto e Sara, informissima “beachvoller” del circuito nazionale e referente dell’hotel mi mostra i prodotti dell’#orto che sono inseriti nel menù del ristorante. Il menù, peraltro è diviso per gruppo sanguigno con i consigli sulla migliore sequenza di cibi da ingerire per salvaguardare la propria digestione, un monito a chi considera il mangiare come una gara alimentare e non come la gestione di un equilibrio.  

 

Sono qui per incontrare il direttore, quello che in un post ho definito ironicamente “un ragazzetto”. Bhe dopotutto lo chiamano ancora “Faroldino” (al secolo Maurizio Faroldi) e in questo diminutivo ci leggo tutto l’apprezzamento e l’affetto per un uomo elegante, serenamente e seriamente entusiasta del suo lavoro e del vortice creativo che movimenta nella sua struttura, amante della bellezza e colto, ironico e con quella capacità di essere carismatico e umile che è una prerogativa delle persone di grande valore. Il Faroldi, come direbbero qui a Milano, mi racconta il progetto di storytelling che stanno realizzando attraverso una sit-com a mini puntate in hotel e che racconterà la storia del milanoscala. Perché questo luogo e il suo signore sono degni di nota? Per tanti motivi, per l’atmosfera, per un’idea non definita di hotel moderno, storico, casalingo, internazionale, sospeso ed elegante, insomma uno di quei posti dove vorresti permetterti di poter soggiornare tutti i giorni. E anche perché un personaggio tosto come Renato Andreoletti direttore di hotel domani ha citato in un articolo questo hotel come esempio di “intelligenza al potere”. Quando le persone sanno fare il loro mestiere bisogna solo fermarsi a imparare.

 

#Adnexio

3D mapping and contortion

3D mapping and contortion

Adnexio: “connessione”, legame: la sostanza dell’evoluzione e il valore della cultura. Adnexio tra linguaggi, suoni, colori e popoli, tra saperi e tradizioni diverse. Questo è il nuovo format di entertainment creato da Synapsy di Milano è portato in scena alla Sala delle Armi, nell’affascinante ex aula bunker del Foro Italico di Roma come apertura dei lavori dell’X-Forum.
belladonna

belladonna

Un format in tre atti: passato, presente e futuro. Una cavalcata nel tempo ritmata delle parole di Giuseppe #Cederna che racconta e sogna, parla, rapisce e introduce il mood dei “tre tempi”, poi fa silenzio, si cerca attorno e porta in scena l’arte dello chef Claudio #Sadler. Da vero protagonista esegue i suoi piatti come un maestro di musica sul pianoforte di Gianluca #Sambataro, il musicista raccoglie la connessione e rilancia a suon di scala di piano. Sono contatti tra i talenti e legami con il pubblico che cavalca l’onda della musica attraverso le epoche, tra violini, chitarre elettriche e il recente handpan dal suono così antico e contemporaneo da sembrare ipnotico. Le note sono la premessa a Nu’art che sulla scena porta la passione travolgente di Belladonna e di un nuovo format che integra le contorsioni al 3D mapping di Delta Process. Occhi puntati sul palco e in sala con cambi di stili e giochi di luci che il regista Mariano de Tassis disegna ritmando una serata dedicata a duecento selezionati ospiti. Tutto leggero, limpido e morbido, come la piuma di Rigolo, file rouge della notte Romana, che tiene in un delicato equilibrio le strutture antiche di una cultura lontana.
Che bel colpo e che squadra! Nel caldo bestiale della capitale il primo atto di un format che sa già di novità assoluta.

The child and the nature #iloveumbria

Titolotto all’inglese tanto per un contegno nemmeno poi necessario. Inutile addirittura quando in ballo c’è la natura nella sua accezione più…semplice. Pulita, essenziale, magnifica e severa. Circospetta quando si lascia guardare, come se si fermasse, così tanto per lasciarci il tempo di capire. E allora provi a contemplarla, più perché sai che dovresti che perché sai di riuscirci. Ci provi e riprovi mille volte, con tramonti, cascate, mari azzurri, isole tropicali e montagne sconfinate, quasi servisse un’icona da cartolina per riuscire a catturare quell’intensa immensità propria dell’infinito…o giù di lì. Poi il piccolo si ferma, gli basta un attimo e a te altrettanto, un istante perfetto e vedi, non quello che pensi ma quello che in cui credi. Dal secondo che la sua esuberanza di infante concede allo spazio attorno, ammiri quanto denso e ricco sia quel dialogo tra lui, la sua semplicità e lei, la sua semplicità. Poche storie ragazzi, pochi fronzoli, la natura va al di là del buonismo e delle scuole di illuminazione (new age di diversa impronta), sale attraverso una regola unica: essa è! Egli è! Prima che il resto lo prenda e lo illuda di essere piccolo, piccolo.

Qui in #umbria o ovunque #altrove dove le cose che sono restano le cose che sono.

#iloveumbria