#Simmetria pittorica e architettonica al #Santuario di #Santarosa

Quello del Santuario di Santa Rosa da Viterbo è uno degli esempi più vivi di austerità e simmetria. Dietro una facciata lineare e un interno dal può sapore neoclassico, si cela un immenso tesoro che, tra dipinti, affreschi, polittici e quadri, racconta il profondo legame della città con la santa bambina e di questa con la spiritualità. La struttura è stata completata nell’800 ma è il frutto di numerose, quanto consuete per l’epoca, stratificazioni che risalgono fino agli inizi del 1200 quando l’edificio aveva il nome di Santa Maria. Il corpo della Santa, oggi mummificato e ancora visibile nelle stanze adiacenti alla chiesa, fu traslato dopo essere stato ritrovato miracolosamente integro (malgrado fosse sepolto senza bara) a metà del 1200 e traslato nella chiesa detta della Crocetta da papa #AlessandroIV.

 

foto[1]

L’incredibile simmetria che si ripete nelle opere pittoriche e architettoniche di origine sacrale sono sorprendenti. Questa che vedete in foto è l’interno della cupola che sviluppa da una pianta ottagonale una serie di affreschi concentrici che dalle santità si avvicinano al centro in cui trionfa un agnello dorato.

Per la festività di Santa Rosa da Viterbo leggete anche qui.

 

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *